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CIBO ECOSOSTENIBILE

cara amica, caro amico,

ti lascio in lettura questo articolo molto interessante! E' ormai un grido di allarme per il nostro ambiente... e ognuno di noi deve fare qualcosa nel quotidiano per invertire la rotta!
Posso davvero definire il mio cibo "ecosostenibile" in quanto attraverso il Metodo Colomba non si butta via nulla! In questo modo potrai contribuire anche tu, oltre al tuo benessere personale, anche per quello del Pianeta! Colomba


Un terzo del cibo prodotto nel mondo finisce al macero

L'impatto di una produzione alimentare insostenibile ha messo il pianeta in una situazione delicata. Oggi però gli atteggiamenti stanno cambiando, le nuove tecnologie pulite rendono possibile un cambiamento e c'è maggiore consapevolezza.

Cos'è il cibo sostenibile?

Non c'è una definizione ufficiale di cibo sostenibile, ma a grandi linee possiamo convergere sulla definizione di cibo prodotto con l'intenzione di limitare l'impronta di carbonio, l'intensità idrica e lo sfruttamento del suolo; proteggendo al tempo stesso la salute del suolo e la biodiversità, ed evitando la deforestazione.

Che cosa determina la necessità di produrre cibo sostenibile?

La necessità di produrre cibo più sostenibile e di investire in prassi agricole sostenibili dipende da una serie di fattori.

Spesso il primo tra tutti è lo spreco alimentare. Secondo le Nazioni Unite (UN), un terzo di tutto il cibo prodotto su scala mondiale viene sprecato, contribuendo all'8% delle emissioni totali di gas serra. Se lo spreco alimentare fosse una nazione, vincerebbe la medaglia di bronzo per il suo impatto sul riscaldamento globale, superato solo dagli Stati Uniti e dalla Cina.

A livello mondiale, molte risorse naturali sono sfruttate nella produzioni di cibo che finisce al macero. Circa il 77% dei terreni agricoli è dedicato all'allevamento di bestiame e, secondo le Nazioni Unite, l'allevamento contribuisce a più emissioni di gas serra di tutte le automobili, gli autocarri e gli aerei presenti nel mondo. Con il crescere della domanda, iniziamo a pagare il prezzo dell'impatto di diete a più alto contenuto di carne, e cresce l'esigenza di considerare sistemi più sostenibili di allevamento, di produzione e di distribuzione di cibo.

L'urgenza di un cambiamento è evidenziata dal problema della carenza idrica. Si stima che la popolazione del pianeta arriverà a 9,8 miliardi entro il 2050, ma le risorse idriche disponibili, nella migliore delle ipotesi, resteranno invariate. A questi livelli, il 70% dell'acqua dolce presente sulla Terra è utilizzata per l'agricoltura, ma se vogliamo conservare le risorse idriche per le generazioni future, gli attuali livelli di consumo idrico per la produzione di cibo non sono sostenibili.l testo inizia qui.

Il cambiamento è in arrivo... anche se procede lentamente

I trend alimentari hanno iniziato ad evolversi per effetto della maggiore sensibilizzazione di consumatori, governi e imprese all'impatto di una produzione di cibo insostenibile.

Negli ultimi anni abbiamo visto un numero crescente di consumatori abbracciare diete vegane, vegetariane o "flexitariane" con l'obiettivo di ridurre l'assunzione di carne; il 70% della popolazione mondiale ha ridotto il consumo di carne o l'ha del tutto eliminata dalla propria dieta. Inoltre, il mercato dei cibi di origine vegetale sta crescendo a un tasso esponenziale, e si prevede che, entro il 2020, possa arrivare a 2 miliardi di dollari.

Ma non cambiano solo le diete alimentari. I consumatori tendono a stare più attenti a ciò che comprano e alla distanza da cui proviene il cibo che consumano.

Con la costante evoluzione delle abitudini di acquisto dei consumatori, nel 2017 la vendita di prodotti di commercio equo e solidale nel mondo ha raggiunto un volume di 9,2 miliardi di dollari, mentre la diffusione di immagini di oranghi vittime della deforestazione ha spinto i consumatori a contestare l'uso di olio di palma prodotto in modo insostenibile.

Si sta modificando anche l'atteggiamento di consumo rispetto all'estetica dei prodotti freschi. Circa il 26% dei prodotti vegetali che non rispettano gli standard dei supermercati sono inviati al macero prima di arrivare sugli scaffali ma, considerato che i consumatori intervistati in Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Germania si sono detti per l'81% disposti ad acquistare frutta e verdura di aspetto imperfetto, è probabile che assisteremo a una maggiore presenza dei cosiddetti "wonky veg" nei nostri negozi sotto casa.

TOMORROW AUGMENTED 20 agosto 2019 Amanda O'Toole